L'utilità dell'inutile

Concetto non facile e non scontato, questo dell'utilità dell'inutile. Che non equivale ad affermare, a mio avviso, l'inutilità dell'utile. Nel senso che questa enorme raccolta di citazioni, tutte orientate a magnificare l'utilità delle attività che non si traducono in produzione di beni e che quindi dal punto di vista materialistico sono assolutamente inutili, non credo che miri parallelamente a distruggere l'idea di utilità di attività che per contro hanno come obiettivo quello di produrre profitto. Io la metterei in questi termini: assodato che ci sono molte attività che sono svolte esclusivamente per produrre profitto, non vanno però accantonate quelle cosiddette "inutili", dal momento che esse migliorano notevolmente la vita delle persone, in alcuni casi più delle precedenti.

D'altronde è innegabile che la ricerca scientifica, così come quella filosofica, religiosa, umanistica, debbano essere libere da fini immediati per essere efficaci. Chi pensa deve farlo senza porsi un obiettivo produttivo, altrimenti ne resterebbe condizionato e non si potrebbe più dire che sta pensando liberamente. E' anche vero, però, che la ricerca applicata produce ed ha prodotto notevolissimi benefici per la vita dell'uomo. Uno studioso che cerca la via per sconfiggere una malattia, ad esempio, ha un obiettivo preciso, da esso è condizionato, ma chi potrebbe definire inutile il suo lavoro? D'altro canto, molte applicazioni tecniche, scientifiche, sono avvenute traendo linfa da precedenti "inutili" teorie messe su solo per il piacere di farlo: Marconi obiettivamente non sarebbe stato nessuno senza Maxwell. Concetto non facile, dicevo, ma assolutamente importante soprattutto nella vita di oggi, nella quale tutti noi sembriamo costretti a correre per produrre, a svolgere solo le attività che si traducono in denaro, a studiare solo le cose che poi immaginiamo possano darci un lavoro, se non ce l'abbiamo ancora, o aiutarci nel lavoro che abbiamo. E così non viviamo. Lasciamo da parte ogni attività ci sottragga tempo a ciò che "dobbiamo" fare, anche se è l'attività che "vogliamo" svolgere, che ci attira, che ci fa stare bene. Non ci rendiamo conto che anche cazzeggiare è importante, anche staccarsi dalla frenesia quotidiana e lasciare i neuroni liberi. Naturalmente esaltare totalmente l'inutile e deprimere totalmente l'utile è utopistico. La vita è anche concretezza. Ma non solo.