I numeri magici di Fibonacci

Interessante, anche se non del tutto scorrevole. Troppi salti nella storia, troppi riferimenti a eventi e personaggi non ben definiti. In ogni caso un'occasione per conoscere un po' meglio non solo Leonardo Pisano (figlio di Bonacci, da cui il nome con cui lo conosciamo noi), ma anche tutti coloro che, più o meno noti, hanno contribuito alla costruzione del sapere matematico come ne disponiamo noi oggi in maniera quasi scontata. Il mondo indo-arabo e la scoperta della numerazione posizionale, l'intraprendenza dei mercanti italiani, Federico II sullo sfondo, le opere che si sono susseguite nei secoli, una carrellata molto interessante sull'onda dell'evoluzione del modo di calcolare e di usare i numeri nel quotidiano.

Oggigiorno a scuola si nota una sempre maggiore difficoltà da parte degli allievi ad interfacciarsi con tutto ciò che è matematica. Anche ragazzi intelligenti, con buone doti intuitive, magari ottimi tecnici, fanno decisamente fatica a rendere sistematiche le loro conoscenze di base. Per questo motivo è facilissimo incontrare nelle scuole italiane dei giovani che magari sono (ad esempio) ottimi programmatori, ma che appena occorre rendere sistematico un algoritmo, formulare un pensiero per comunicarlo agli altri, crollano in maniera ingloriosa. Uno spunto interessante che dà risposta a questa constatazione è offerto appunto da questo libro. La matematica e più in generale le discipline scientifiche sono ostiche perché manca a mio avviso nella loro trattazione l'aspetto narrativo, la personalizzazione. Dietro i numeri, dietro le formule, ci sono sempre uomini. Un conto è spiegare a dei ragazzi la successione di Fibonacci che è composta da numeri ognuno pari alla somma dei due precedenti, altro è narrare il problema dei conigli (la cui soluzione appunto sono i numeri di Fibonacci). Forse sarebbe il caso di fare uno sforzo in questa direzione.