Libri

  • I milanesi ammazzano al sabato

    Libro preso al volo in stazione perché mi facesse compagnia in una giornata di viaggio. Scerbanenco lo conoscevo di nome, ma ignoravo tutto il resto, compreso Duca Lamberti, il protagonista della vicenda.
    A parte il racconto, ben scritto, che ricostruisce bene l'atmosfera anni sessanta (credo) nei quali si svolge la vicenda, ho fatto una riflessione come padre di un'unica figlia, che ovviamente è un pezzo importantissimo della mia vita.
    Ho sempre cercato di immedesimarmi nelle situazioni, anche le più strane, le più dure, le più "forti" di cui ho sentito parlare in qualche modo. E, interrogatomi sulla mia eventuale reazione a sollecitazioni varie, mi sono sempre risposto, con una ragionevole certezza, che conserverei l'"umanità", non mi abbandonerei alla violenza, alla vendetta. Certo nelle situazioni ci si deve trovare per essere sicuri di misurare la propria reale risposta, però credo che ognuno possa con ragionevole precisione riuscire a prevedere, forse anche ad allenarsi nell'eventualità di vivere certe vicende. Ebbene, un caso come questo (neppure crudo e violento come questo) mi spiazza.

  • Titoli di coda

    Il commissario Charitos è uno di famiglia, ormai, un po' come Salvo Montalbano. A volte non sono tanto le vicende su cui indagano ad essere interessanti quanto i contesti. Quello in cui si muove Charitos stavolta si immerge nella ben nota crisi greca e fornisce un quadro abbastanza avvilente della società ellenica. Una società in cui pare che raccomandazioni, corruzione, truffe siano gli unici elementi che regolano la vita delle persone. Ovvio che una dinamica di questo tipo porti poi allo sfacelo totale, alla disgregazione del tessuto sociale, al tutti contro tutti, in cui trovano spazio anche improbabili associazioni clandestine di cittadini che si improvvisano giustizieri andando a colpire imbroglioni "a campione".